Modellazione a deposizione fusa

Quando si fa riferimento al Fused Deposition Modeling (FDM), si entra nell'ambito della manifattura additiva, una tecnologia che realizza manufatti mediante la sovrapposizione progressiva di materiale, strato dopo strato. Questo approccio si contrappone ai metodi tradizionali di scultura o fresatura, i quali operano per sottrazione a partire da un blocco integro, generando inevitabilmente scarti di materiale che la tecnologia additiva riduce.

Il principio di funzionamento è assimilabile a quello di un sistema di estrusione a caldo ad altissima precisione governato da un computer. Un filamento polimerico viene fuso all'interno di un blocco riscaldato e successivamente depositato da un ugello su una piattaforma, seguendo il percorso stabilito dal modello digitale. Il componente viene così edificato un livello alla volta, garantendo la fusione di ogni strato con quello sottostante. 

Sebbene possa apparire come un'innovazione recente, la modellazione a deposizione fusa è stata concepita e brevettata da S. Scott Crump nel 1989 negli Stati Uniti. Per circa un ventennio la tecnologia è rimasta prerogativa del settore industriale, ma la scadenza dei brevetti principali intorno al 2009 ne ha avviato la democratizzazione, diffondendo i sistemi in contesti privati. Oggi è una tecnologia consolidata, la cui efficacia non è più legata soltanto alle prestazioni della macchina, bensì dipende in modo cruciale dalla selezione dei materiali e dalla precisa calibrazione dei parametri di processo.